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lunedì 5 marzo 2012

Libri, vino e libertà (appunti)

Liber è colui che nasce libero. Ma liber, in latino, è anche il libro. Poi c'è Liber, il dio italico dei frutti, presto assimilato al collega greco Bacco. 
Libertà, libri e vino. Non so perché stasera mi vengano in testa queste relazioni. Poi penso al "Marinai, profeti e balene" di Vinicio... la letteratura è protagonista indiscussa. Così pure il vino, con Polifemo che diventa Vinocolo, i marinai che chiedono rhum, Pryntyl che si ubriaca a furia di Spritz, Calipso che irretisce nel suo abbraccio di ambrosia a mezzo di vino e amore... E la libertà? Ma che cos'è la libertà? La libertà dell'oceano di rollare le proprie onde oilalà. La libertà di Achab di ossessionarsi della balena bianca. La libertà di una donna di farsi ingannare dall'attesa. La libertà di Ulisse di non trovare la via del ritorno. La libertà di Lord Jim di non venire a patti con la propria coscienza...
Forse si è liberi davvero quando si rispetta la propria essenza. Se e quando la si conosce. Libri e vino potrebbero essere strumenti per appropriarsi di questo tipo di libertà.


giovedì 23 febbraio 2012

Chiediti perché hai studiato Lettere, ora - rispondere a posteriori è sempre più facile -. Perché le parole sono lo strumento più potente che ci abbiamo. Ce le siamo forgiate nel tempo e i significati si sono sedimentati e stratificati. Poi anche diversificati e talvolta capovolti.
Con le parole ci si può fare un mucchio di cose. Convincere la gente, per esempio (tra l'altro di quello che vuoi, se hai il talento dell'oratore). Di lì puoi governare uno stato... o accontentarti di difendere la gente al tribunale. Ti puoi inventare imbonitore o essere un ottimo venditore. Sopra le parole, altrimenti, ci puoi costruire il tuo mestiere di giornalista. Oppure ci puoi fabbricare delle opere d'arte: romanzi, poesie... canzoni. La cosa più banale (?): ci parli, con le parole. Quando parlare significa collegare il cervello alle sillabe, intendo.

Mi piace incontrare persone che sappiano parlare. Certo, non serve nessuna laurea per questo. Totalpiù quella ti dà un pochino di consapevolezza aggiunta - alla fine, infatti, credo di essermi iscritta a Lettere perché mi piace leggere... è una solida base per costuirmici l'avvenire! -. Dicevo... vorrei incontrare persone che non sciupino il dizionario. Persone che: ogni parola un grammo e tot calorie; fare il conto prima di inceppare la glicolisi.

Ahah, "glicolisi"... non è una parola a caso (per l'appunto!). Mi ricorda di una sera in enoteca a parlare di un blog. Due calici, un computer, qualche progetto, dell'entusiasmo... poi nulla di fatto, naturalmente, perché spesso le parole rimangono solo parole. E allora io mi sono costruita la mia pancia della balena. Sarà popolata da molti dei nostri eroi, suppongo.